Il messaggio, neppure tanto criptico, serpeggia nelle corsie tra primari, medici, dirigenti amministrativi. Lo ricordava anche Alberto Sordi nel suo film-cult “Un borghese piccolo piccolo”, dove appunto lui, impiegato dovette iscriversi nella potente loggia per dare un’opportunità al figlio non troppo sveglio. Entrare nelle grazie di chi conta è importante, soprattutto se si vuole diventare primari e uscire quindi dalle fila dell’uomo qualunque, bravo sì, competente, ma senza quella marcia in più che gli consente di scalare la gerarchia sanitaria. Le cronache di malasanità a volte nascondono episodi legati all’appartenenza alla massoneria: medici coinvolti nel “tiro al collega” reo di non avere legami con la lobby. E a farne le spese spesso sono i pazienti, in mezzo ad un palleggiamento che li danneggia ulteriormente. Eppure la suggestione del Tempio appare in continua e costante crescita, sia per l’immagine dell’aiuto fraterno che ha, sia del potere che tuttora aleggia nei pia...
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