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Visualizzazione dei post con l'etichetta governo renzi

Riforme, la tregua armata della minoranza Pd. E il governo va avanti

Pippo Civati che mette un piede fuori dal partito, i deputati della minoranza Pd che si fanno sostituire "con sdegno" in commissione: ha ascoltato, osservato, raccolto i "segnali", Matteo Renzi. E domani tirerà le fila di un dibattito interno ad alta tensione, davanti ai mille componenti dell'assemblea nazionale del Pd. A loro chiederà un mandato chiaro, con un voto - che si annuncia a maggioranza schiacciante - su un documento che sia la base per affrontare il tornante "complicato" che attende il governo a gennaio-febbraio. Il segretario-premier in mattinata incontra il Papa, nel pomeriggio partecipa a una riunione con insegnanti e studenti nella sede del Pd, un incontro che fa del Nazareno un "cantiere di storie belle". E lì ribadisce che "il futuro appartiene a chi ha il coraggio di cambiare".

Cosa penso della Rivoluzione in Italia.

Nell’Italia di oggi c’è un livello di corruzione e disonestà da far impallidire i politicanti del periodo immediatamente pre-Mani Pulite.(vidi consiglio comunale di Roma Capitale) Oltretutto cio’ non avviene immediatamente dopo i favolosi anni ’80, ma sta accadendo oggi, sotto i nostri occhi, in un era in cui gli italiani sono sempre piu’ poveri, i prezzi d i tutti i beni sempre piu’ alti, l’economia e’ ferma, anzi è in recessione, lo Stato ha un debito tra i piu’ alti del mondo e le conquiste civili, sociali e democratiche ottenute dal 1945 in poi vengono attaccate, screditate e erose giorno dopo giorno. Le ragioni economiche di questa crisi sono in parte planetarie, e’ vero. Ma questa crisi economica mondiale e’ come una marea che ritirandosi lascia bene in vista le tante magagne della nostra Italietta che prima, in tempi di vacche grasse, potevamo ‘permetterci’ di tralasciare, di non affrontare con al dovuta risolutezza. Alcune magagne : la Mafia (che gestendo i...

Jobs Act, cambia il testo su licenziamenti e articolo 18

Jobs Act,  proprio quando ormai pareva scontato il rinvio a fine anno, ecco  l’accordo che non ti aspetti tra Pd e minoranza vicina alla Cgil. Secondo quanto trapelato da fonti governative, ieri sera  la compagine renziana e quella antagonista del partito democratico si sarebbero accordate per apportare modifiche alla legislazione sull’articolo 18 . E, mentre i sindacati svolgono proprio in queste ore lo “sciopero sociale” c’è già una data per l’approvazione: il 26 novembre. Sembra capovolta la situazione della  riforma del lavoro di Renzi:   meno di ventiquattro ore fa, il Jobs Act era alla commissione Lavoro di Montecitorio sommerso da una mole di oltre 500 emendamenti , presentati da forze disparate su vari argomenti, inclusi ovviamente anche l’articolo 18 e i licenziamenti. Proprio il tasto dolente che ha incrinato i rapporti tra governo e sindacati, da un lato, e tra renziani e minoranza all’interno dello stesso Pd, sembra infine arrivato a soluzion...

Sciopero 'sociale': a Roma blitz al Tesoro e sul Colosseo. Scontri a Milano e Padova

Cortei in 25 piazze per lo sciopero sociale. E giornata di disagi per chi deve spostarsi con i mezzi pubblici. I sindacati di base, Cobas, Cub, Usi e Adl Cobas hanno indetto "uno sciopero generale e sociale" del lavoro pubblico e privato per protestare contro le politiche del governo Renzi e dell'Unione europea, in particolare contro il Jobs act, la legge di stabilità e il piano di riforma della scuola. Alle manifestazioni si uniscono gli studenti che hanno indetto "uno sciopero studentesco dentro lo sciopero sociale".